È legittimo considerare il fetish come una forma d’arte a tutti gli effetti perché dietro a tale universo e alle sue esplicazioni esiste una ricerca estetica non indifferente.
Per questo il mondo del cinema per adulti non poteva non dedicare una categoria a questa particolare forma di arte.
Ma cos’è dunque il feticismo se non una forma di amore?
Alfred Binet, psicologo e ipnotista francese, asserì che l’amore normale è niente di meno che una forma molto complicata di feticismo.
Non a caso questa sorta di subcultura si esplica in una molteplicità di forme - il feticismo del piede ne è la forma più conosciuta - e può coinvolgere anche l’olfatto e il gusto.
In quasi tutte le grandi città italiane si può partecipare o assistere a serate a tema.
E non si tratta di un fenomeno di sola nicchia perché il numero di appassionati si sta inesorabilmente incrementando.
Ma il feticismo si manifesta anche come approccio alla sessualità caratterizzato dalla rilevanza erotizzante attribuita a determinati capi di abbigliamento e al materiale di cui essi sono realizzati. Un trionfo di gomma, cuoio, pelle, latex e Pvc.
Il cinema per adulti, sempre molto attento alle tendenze e alle subculture, appunto, non è rimasto esente da un fenomeno culturale che può ormai contare adepti in tutto il mondo.
Sono tante le stelle del porno che si sono cimentate in questa particolare variante.
Vestiti di pelle o latex, guanti, scarpe femminili con tacchi molto alti e utilizzo quasi rigoroso di colori come il nero, il bianco e il rosso.
E poi guinzagli e frustini, strumenti essenziali che rendono ogni scena molto accattivante e conferiscono una carica erotica molto particolare non solo a detta degli esperti del settore, ma anche per chi, semplicemente, non si accontenta della normale scena da film.